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martedì 22 maggio 2012

La Rezdora.





Che io sia un gran ghiottone s’era capito, vero?

Credo che essere ghiottoni o delle “buone forchette” sia diverso dall’essere ingordi.

Proprio questa mia caratteristica, amalgamata con una gran passione per la cucina Italiana, mi ha spinto, ad imparare a preparare uno dei piatti più deliziosi e famosi in tutto il mondo: i Tortellini!

Per “preparare” intendo farli in casa, nella loro interezza, nella loro totalità, nella loro unica genuinità … e non certo il concetto di “preparazione” di cui le donne odierne vanno tanto fiere e cioè il riscaldare una pietanza pre-cotta nel microonde.

Ho scoperto, con mio grande piacere, che preparare dei Tortellini “come si deve” non è per tutti e forse con tanta dedizione, pratica e passione, anch’io imparerò a farne di decenti o almeno … passabili!

In questo mio documentarmi, mi sono imbattuto in una figura ormai estinta.

La “Rezdora”.

Ne avete mai sentito parlare?

La Rezdora era la Donna di casa, l’amministratrice dei beni, della cucina, della famiglia … di tutto insomma.
Ormai una figura destinata al mito … purtroppo!

Preparava i Tortellini per tutta la sua famiglia … e non una famiglia come quella di oggi composta da un massimo di tre persone; famiglie di un tempo, numerose … delle vere e proprie comunità, delle realtà a sé stanti.

Anche se mi piacerebbe molto essere all’altezza di poterlo fare, non vi descrivo per filo e per segno quanto lavoro c’è dietro alla preparazione del Tortellino, del suo ripieno e del suo condimento ma, se vi va’, provate per un attimo ad informarvi su Internet, care donne tanto devote ai cibi confezionati e pronti in 5 minuti e, se avete un briciolo di rispetto per voi stesse, rifletteteci su’.
Perfetta conoscenza di tutti gli ingredienti, dalla loro produzione alla loro preparazione, forte tradizione che si tramandava da madre in figlia, passione, dovere, sacrificio e dedizione … questi gli ingredienti “impalpabili” per questa e migliaia di altre ricette della nostra Cucina tradizionale Italiana!

Quanto è rimasto oggi di questo?

NIENTE!

La Rezdora era una Donna capace di gestire tutti gli aspetti della famiglia … ma ci pensate?
L’insegnamento dei valori ai propri figli, la disciplina mitigata con un po’ di tenerezza, l’educazione, la pulizia ed il mantenimento della casa con sacrifici fisici oggi del tutto sconosciuti, l’attenzione verso suo marito e le sue necessità, il tutto “condito” dalla sapiente preparazione di prelibatezze cucinate con maestria ed amore. Passava dall’alba al tramonto in cucina tra mille faccende.

Signore … perché non vi sforzate di immaginare quanta fatica e mestiere c’era nella vita della Donna di una volta?

Niente aspirapolvere geniali, lavatrici o asciugatrici, niente donnina delle pulizie che stira e lava per voi, niente microonde, niente robot da cucina, niente lavastoviglie, niente baby sitter, nessun cibo o ortaggio “pompato ad ormoni” e poi confezionato … lei andava nei campi e raccoglieva, puliva e preparava in casa OGNI singola cosa!

Quelle Donne erano un pozzo di sapienza senza fondo, un bene prezioso che grazie a voi … vergognoso ma vero … donne … magari loro figlie, avete schifato in cambio del conformismo, della comodità e della moda!

Se disgraziatamente una donna veniva a mancare anzitempo, si assisteva inesorabilmente al disastro d’una intera famiglia … già, perché le sue cure erano il fulcro, la colonna portante del bene della famiglia ed era in quei tempi che la donna dimostrava senza ombra di dubbio di essere la fortuna di un uomo.

L’uomo non avrebbe mai raggiunto certi successi se dietro di lui non ci fosse stata la sua donna ad assisterlo … è proprio vero: “dietro ogni grande uomo …!”
Una volta!!!

Non se ne parla mai volentieri lo so’, ma le donne moderne hanno una grandissima responsabilità, che pende sulla loro testa già da decenni e per la quale prima o poi dovranno pagarne il conto a suon di ritorno ai tempi passati!

Ed eccoci qui che ci ritroviamo articoli come: “se tuo figlio non vuole mangiare le verdurine, ecco cosa fare!” … Una volta i bambini mangiavano ciò che si serviva in tavola per tutti, figurati se una Donna impegnata come quella di una volta si metteva a fare un menù adatto al figlietto viziato, anzi … “se non ti piace a letto senza cena e domani ti rimetto davanti la stessa cosa!”.

“Ma i tempi sono cambiati”, “le esigenze oggi sono diverse” ed un sacco di altre SCUSE che fanno da palliativo a coscienze poco linde!
Non lo negate a voi stesse, fatevi un giro in un qualunque portale dedicato alle donne e ne leggerete delle belle e vi si paleserà d’innanzi tutta la frivolezza della donna di oggi!

Sono certo che realtà come la Rezdora” ci siano ancora … saranno rarissime, ma ci sono ancora.

Se potessi passerei insieme a loro un’intera giornata con loro in cucina ed assimilerei ogni nozione come una spugna …!

“Solo un giorno”?

Potrebbe servire a poco sembrerebbe, ma sono certo che imparerei un’infinità di curiosità, aneddoti, segreti, trucchi del mestiere, manualità e, non ultimo, il valore dell’esperienza … oggi tanto snobbato!


Mi chiedo:
Cosa c’è scivolato dalle mani?
Quanto abbiamo lasciato andare via senza renderci conto che stavamo buttando qualcosa di prezioso con una mano e con l’altra stavamo stringendo l’inesorabile vuoto?
Perché le donne si sono lasciate convincere dal femminismo che esse erano sfruttate, relegate ad un angolo e che il loro ruolo fosse solo minore e di ben poca importanza???

Non ho la risposta a questo, ma rimpiango quei tempi e quelle grandi Donne dalle quali ho “annusato” sapori, odori e insegnamenti … seppur, mio malgrado, per poco tempo!

Ho volutamente dedicato questo post ad una figura femminile, quella della Rezdora, che è un simbolo della “nostra” bellissima Emilia Romagna … martoriata in questi giorni ed a cui, anche se serve a poco, va tutta la mia solidarietà, ma che in ogni regione ve ne erano … un tempo!

Magari chiamate con altri nomi, ma pur sempre figure importanti, necessarie e vitali, oggi tanto ridicolizzate e svalutate!

Sam.