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lunedì 19 marzo 2012

Festa del papà.


Oggi ricorre un'altra festa; per una volta non vede il festeggiato donna ma si rivolge ad omaggiare il papà ... l'uomo no ... mica vale qualcosa, ma al papà ... un non nulla bisognava pur riconoscerglielo.

Sa' tanto di contentino, come a dire: "Beh ... visto che gli altri 364 giorni dell'anno li ho presi tutti io per innalzare la mia ineffabile essenza di donna ... questo prenditelo tu, ma fai attenzione e sii discreto ... visto mai mi rubi la scena!"

Ma cosa significa essere padri oggi?

Nient'altro che dividere a metà un compito che una volta era, a buon ragione, esclusivo della donna.
Mi spiego meglio.

Un tempo il papà usciva di buon ora per recarsi al lavoro e rincasava tardi per ovvie ragioni. Al suo rientro, tra le altre cose, lo attendeva un impegno: "fare i conti" con i figli un po' biricchini.
Lui lavorava molto per garantire una vita dignitosa alla sua famiglia e per proteggerla. In lui c'era personalità, autorità e forza, coraggio e decisione, c'era risolutezza e responsabilità ... insomma, tutte caratteristiche assenti nella donna.
Le mogli e le madri, sentendolo rincasare si sentivano rasserenate, più protette ... la famiglia si stringeva assieme e c'era l'equilibrio giusto.
I bimbi gli correvano incontro abbracciandolo, chi dritto tra le braccia e chi si aggrappava ad una gamba pur di stringerlo.

Le mogli invece facevano il resoconto della loro "durissima" giornata (eh ... voi ci scherzate, ma rifare quattro letti e mescolare una zuppa, più 8 ore di pettegolezzi con amiche, vicine etc. è un bello sforzo ... mica da niente! (???)) ...

Questo per il papà aveva un sapore dolce-amaro, rivedere i suoi figli una vera gioia e risentire le prediche della babbiona un'allappamento agghiacciante!

La figura del papà veniva compresa dai figli solo quando anch'essi diventavano, a loro volta, dei padri.

La figura della mamma invece veniva compresa immediatamente ... rompiscatole, opprimente, pettegola, IMPICCIONA, spendacciona, lagnosa, fastidiosa e maldestra ... bastava conoscere una donna qualsiasi per rendersene penosamente conto.

Così ... si delineavano sin da subito le figure paterna e materna ... quella giusta e quella idiota ... nell'ordine.

Era più facile crescere e diventare adulti con un padre accanto pronto ad insegnarci un mestiere, a come comportarsi ed alle responsabilità della vita ... così come era più facile rimanere dementi se cresciuti accanto solo alla madre ... iper-protetiva, sconclusionata, che non riusciva a gestire la sua vita ma aveva la presunzione di gestire quella dei suoi figli etc. etc. etc.!

Oggi la figura paterna è mutata, non è più la stessa; il papà odierno stira, lava, cucina, rassetta etc. e la mamma invece fa la star in giro per il mondo a gambe larghe per accaparrarsi ciò che desidera senza troppe fatiche!

Ed ecco crescere i nostri figli senza una giusta dimensione, senza parametri ben funzionali e senza figure essenziali.

Il tutto naturalmente, voluto, frignato e preteso dalla donna.

In mezzo a questo insipido calderone di nefandezze femminili abbiamo l'ingrediente "madre" di una ricetta raccapricciante che inorridisce i palati di molti: il ricatto!
Già, proprio così, i padri separati sono costantemente messi sotto squallidi ricatti e l'"oggetto" di scambio sono i figli.

In questi giorni, in vista di questo nuovo post, mi sono documentato un po' sull'argomento.
Devo rilevare che il "fenomeno" è in crescita e che la malvagità delle donne è quanto più smisurata e Satanina!

Così, nella nostra "bella" società comandata dalle donne, vediamo ogni giorno trasformare padri coscienziosi in umili servi della loro ex consorte con la mano sempre aperta come una lurida mendicante a pretendere l'assegno di mantenimento e pronte a strappare innocenti creature dalle mani del loro papà!!!

Gli avvocati divorzisti sembra conoscono una sola via ... che percorrono tutti insieme come mandrie di stronzi senza cuore ... ma ricchi!

La cecità istituzionale a tal riguardo è quanto di più offensivo ci sia.

Nemmeno la Chiesa si schiera a favore del padre ... manco Cristo un padre non cel'avesse!

L'opinione pubblica non si esprime e si incolonna dietro alle grandi folle di pensiero fuorviante che vedono la mamma come l'unica, dei due genitori, in grado di crescere un figlio.

Uomini ridotti sul lastrico, la cui vita è poco dignitosa, che hanno subìto sequestri di beni ed a cui è stato tolto il diritto alla paternità.
Le leggi tutte a dar voce alle nuove riforme del lavoro che vedono la donna avvantaggiata sotto ogni aspetto ... ma che ad un uomo negano il diritto di assistere perfino al primo giorno del suo cucciolo.
Un'ecatombe infame e vergognosa, l'uomo è vessato, discriminato ed indifeso ... e ... nulla può confortare un padre a cui è stata tolta la gioia d'esser tale.
Tutto coperto dalla cenere dei luoghi comuni e del femminismo più becero e dalla donna in generale.

Parlare con un padre separato è un'esperienza truce, difficile da mandar giù, difficile da comprendere e difficile da giustificare.

Che ormai il mondo è donna e da essa è comandato è un fatto ineluttabile ma ... questa lotta tra sessi, doveva per forza sfociare con la sofferenza dei figli?
Conosco personalmente ed aspramente l'argomento, quello che vedo, ascolto e "sento" pone certe madri/donne sotto una luce sinistra ... ricattano gli ex mariti ogni volta che possono, ogni pretesto è buono per mortificare, per ridicolizzare e per offendere a morte l'uomo che hanno "detto" d'amare.

Spezza famiglie! Egoiste in caccia di propri tornaconti, donne disposte a tutto pur di appagare i loro istinti malvagi e di vendetta, tirano in ballo gli averi, il denaro, i sentimenti, l'amore, i figli, l'auto, i possedimenti, le amicizie e quant'altro ... tutto allo stesso piano ... frivola merce di scambio o atta al ricatto più meschino.

Le ho viste fare inique preferenze tra figli e se qualcun d'essi sta dalla parte del padre "merita" indifferenza, rancore e stupidità.

Ma queste sono solo le mie esperienze di vita, indirette ma che comunque vivo, e per questo non farebbero testo ... peccato che a sentire gli altri, nelle medesime condizioni, l'argomento rimane sempre lo stesso!!!!!!!!!!

Ma tanto a noi che ce ne frega ... oggi ci hanno dedicato un giorno tutto per noi!

Fare i miei auguri ai papà?
No, noi uomini badiamo poco a queste sciocchezze tanto desiderate e pretese dalle donne, a noi basterebbe essere considerati capaci di amare un figlio, capaci di prendercene cura, capaci di essere attenti e capaci anche di imparare dai nostri errori.

Negare che le donne siano generalmente più portate al crescere ed educare i figli? E perchè dovrei negare l'evidenza ... è così, lo è anche nel mondo animale.
Attestare che l'uomo ha una parte vitale, essenziale, necessaria, indispensabile, doverosa, primario e insopprimibile nel crescere un figlio? E' quanto di meno io possa fare.

Come la donna festeggia la festa della mamma lo so bene ... (ridicolo) ... ma mi chiedo se anzichè in questo giorno organizzare frivole attività e falsi riconoscimenti, padri e madri ... insieme, si mettessero seduti ad analizzare come essere genitori migliori non sia un'idea costruttiva ... ahhh già! Ma noi dobbiamo correre al lavoro senno' chi celo paga il SUV, noi dobbiamo fare shopping perchè sennò come facciamo ad essere stupende ... intanto i figli crescono ed i problemi pure.

Mah.
Sam.

sabato 26 novembre 2011

Giornata della lotta contro la violenza femminile.


Inutile dire quanto sia assurdo che nel 2011 bisogna ricordarsi di non usare violenza sulle donne attraverso una fredda data sul calendario; ma si sa ... le donne amano a dismisura le loro stupide ricorrenze, figuriamoci se non approfittavano anche di questo tema, che è ancora tristemente attuale, per non stare un po' più sotto i riflettori e tenere comizi contro l'uomo in generale e l'uomo violento nello specifico.

Inutile dire anche che ritengo un atto violento qualcosa di sbagliato a prescindere dal sesso della vittima.

Inutile dire ancora che in questa ricorrenza si urla a dismisura contro la violenza sulle donne senza neppure accennare alla violenza che esse perpetuano contro i loro uomini o mariti e sempre più spesso contro i bambini.

Inutile dire che si straparla della violenza sulle donne ma si sorvola volutamente sul cosa causa questo fenomeno.

Inutile ricordare che la violenza psicologica che può mettere in atto una donna è qualcosa di satanico, sinistro, malvagio e micidiale ... ma tanto, visto che non lascia lividi, non gode di istituzioni a difesa né del clamor popolare ... facciamo e continuiamo a far finta che non esista!

Inutile dire quanti uomini distrutti nell'animo, nell'orgoglio, nella vita professionale, nella decenza, nei possedimenti affettivi e materiali e nella reputazione esistono sempre in maggior misura.

Inutile dire che la stridula, assordante e fastidiosa voce che le donne tirano fuori ogni volta che una di esse viene schiaffeggiata, l'uomo, con evidente e superiore discrezione, sobrietà ed alta levatura morale, non tira mai fuori.

Inutile dire che tra i manifestanti responsabili della pura violenza contro polizia, cittadini e città, c'erano in gran numero anche donne e che anche questa è violenza.
E' inutile dire tutto questo.

E' inutile perchè la nostra società è ormai guidata dalle donne e che noi uomini stiamo diventando dei poveri castrati mentali, incapaci di difenderci e succubi oltremodo dell'assordante protagonismo femminile!

Istituzioni, leggi, giornate internazionali, associazioni di volontariato, case per le donne ed una miriade di questi ausigli, per difendere le donne ... poco o nulla di tutto questo riservato agli uomini ... uomini che si alzano al mattino per affrontare una giornata di stenti, di faticoso lavoro e di umiliante ed imbarazzante realtà per pagare il ricatto legale del divorzio!
Uomini che non accendono il riscaldamento in casa e dormono al freddo, perchè a fine mese i soldi di quella eventuale bolletta saranno destinati a scaldare il flaccido culo della loro ex moglie.
Uomini a cui viene strappato legalmente il diritto di essere padri, diritto che guarda caso viene trasformato in dovere quando si tratta di mantenerli.
Uomini cambiati, uomini soli, uomini a cui la vita o meglio, una donna, ha tolto loro ogni piacere di vivere, pensare e respirare.

Le vediamo nei salotti televisivi raccontare storie spaventose, piangere e ergersi a lottatrici di una guerra che combattono con altrettanta meschinità, ma con altre armi.

Leggono statistiche con il piglio d'un vecchio professore universitario pieno di se', ed alla fine delle loro manifestazioni abbiamo tutti l'illusione che ogni uomo sia un maledetto violento.

Scendono in piazza a suon di fischietti, striscioni e grida ... alzando i loro pugnetti al cielo ed invocando un radicale cambiamento dello stato sociale delle donne che continuano (secondo loro) ad essere indifese e discriminate.
Poi fanno rientro nelle loro calde case e se il marito prova a dire loro: "dove sei stata?" esse lo ricoprono di insulti ed invettive che vanno dal classico: "io non sono una tua proprietà" al più gettonato: "... non ti importa, tanto non capiresti!".

Beh, non fraintendete, ma io trovo questa ricorrenza del tutto immotivata, inutile, balorda, fastidiosa e rumorosa ... tutti aggettivi che per altro attribuisco alla donna.

Perchè vedete, se un uomo è di indole violenta ed assesta un bel destro su quella donna che lo ha reso infelice ... non è che cambia sentendo milioni di donne frignare!

Vorrei che imparassero a stare zitte e ad ascoltare quanto potere distruttivo ha la donna!
Vorrei poter credere che l'arma di distruzione di massa più potente dell'universo non sia il movimento femminista.
Vorrei riuscire a dare coraggio a tutti quegli uomini a cui è stata repressa la vita ed a convincerli a lottare per i loro più basilari diritti.
Vorrei che in tutto il mondo ci fosse una maggiore consapevolezza sul come un divorzio può ridurre un uomo e sulle atroci e "bestiali" leggi da cui esso è regolato.
Vorrei poter ridare un padre a tutti quei bambini a cui è stato tolto.
Vorrei poterli vedere abbracciare il loro genitore pieni d'amore per lui ... e non di uno strano sentimento negativo indotto ad arte, come fanno gli imbonitori, dalla loro mamme!!!
Vorrei che si pareggiassero i conti in fatto di leggi a tutela della persona e non solo della donna o dell'ex moglie.

Vorrei ... già ... ma non posso!

Ma se per ipotesi, una mia eventuale moglie mi strappasse dalle mani e dal cuore mio figlio e vedessi intorno a me una società sorda alle grida d'aiuto di un uomo ma attentissima a quelle di una donna ... beh, altro che due sberle le darei, la prenderei a calci in culo così forte da farla diventare una informe massa di carne!
Donne!!! Ridateci i nostri figli! Ridateci i nostri soldi, le nostre proprietà e la nostra dignità di esseri umani e poi andatevene fuori dalle palle!!!!!

Questa assurda ricorrenza e la sua data furono scelte in realtà da un gruppo di attiviste, riunitesi nell’incontro femminista Latinoamericano e dei Caraibi, tenutosi a Bogotà (Colombia) nel 1981. Questa data fu scelta in ricordo del brutale assassinio del 1960 delle tre sorelle Mirabal, considerate esempio di donne rivoluzionarie!

Vi rendete conto???

Quanti miliardi di uomini sono morti atrocemente e barbaramente uccisi nel tentativo di conquistare diritti sacrosanti, di cui le prime a beneficiarne sono proprio le donne, ed a cui mai nulla è stato riconosciuto?

Se questi sono i parametri per stabilire una ricorrenza per sensibilizzare l'opinione pubblica, non dovrebbe esserci una giornata dedicata a tutti quei bambini le cui care mammine hanno atrocemente assassinato con la "scusa" della crisi post partum?
Non si dovrebbe festeggiare la giornata degli uomini uccisi dalle donne?
Non dovremmo scendere in piazza noi uomini contro l'abuso subito dai nostri figli negli asili nido o cose del genere?

Non so a voi, ma a me sembra solo un frivolo pretesto per essere sempre, nel bene o nel male, sotto i riflettori.

Donne ... abbiate almeno la decenza di vergognarvi!


Sam!

mercoledì 19 gennaio 2011

Padri separati e violenza femminile!


La nostra società sta subendo innumerevoli metamorfosi, i mutamenti vergono al peggio, i cambiamenti delineano ulteriori impoverimenti morali e gli “altri tempi” assumono forme vacue, dissolte, dimenticate e frivole. Ciò che è palesemente giusto si trasforma in qualcosa a cui segue un “ma”. Pilastri che sorreggevano intere istituzioni come la famiglia, il buon senso, l’educazione, il rispetto, la genitorialità, i diritti e le condanne, sono stati abbandonati. Al loro posto si è costruito un vero “eco-mostro” morale che priva tutti noi di una visione chiara di ciò che ci circonda! Per ogni aspetto della nostra vita siamo indotti ad urlare per farci ascoltare, ad assumere avvocati nella speranza di veder difesi i nostri sacrosanti diritti che … fino a ieri erano INDISCUTIBILI ma che oggi aprono un giostraio di parole, di precedenti legali, di arringhe alla Perry Mason e di chiacchiere vuote e poco producenti; siamo spinti a depredarci l’anima l’un con l’altra, ad odiarci dopo esserci amati ed a distruggerci perché lasciarci soltanto, non appaga più i nostri assetati spiriti vendicativi.
Nella nostra quotidianità respiriamo diverse arie, viviamo mogli, mariti, figli, amici, parenti e conoscenti e sembra che ad ognuno di loro noi dobbiamo qualcosa. Se così non fosse, perché la gente assume diverse attitudini a seconda dell’attuale interlocutore? Perché ognuno di noi ha perso il coraggio di esprimere la propria opinione? Credo che sia a causa dell’immotivata paura della mannaia che ci stigmatizza come “discriminanti”! La discriminazione è una diversificazione iniqua del giudizio, una disparità di trattamento.
Io, a modo mio, penso che sotto la voce “discriminazione”, ci siano trilioni di cause verso qualcuno. Oggi, in un mondo dove essere contraddetto è sinonimo di violenza inaudita e dove un “no” equivale ad un incontrastabile muro sotto il quale arrendersi, l’argomento della discriminazione è sovrappiù palesato da tutti … media per primi.
Oggi siamo TUTTI discriminati. Ma c’è una categoria che della discriminazione ha fatto il suo reale, assiduo, assordante, fastidioso ed insopportabile emblema … quella femminile!
OGNI atteggiamento, seppur innocuo o indesiderato, genera nelle donne odierne un fastidio che le riconduce inevitabilmente alla discriminazione sessuale. La scia maleodorante che ha lasciato il femminismo più becero s’è trasformata in una vera e propria strada da percorrere. Ne ha posto nuovi paletti, pietre miliari, punti di riferimento e “semafori” oltre i quali, c’è altra strada da percorrere. Al grido del “vogliamo essere trattate come gli uomini”, si è aggiunto quello del “il corpo è nostro e ci facciamo quel che vogliamo”, poi, a far da coro “liberalizzazione sessuale”, “parità salariale, diritto al voto, eguaglianza, noi non siamo oggetti e basta essere discriminate!!!”
Basta assumere un atteggiamento obiettivo per rendersi immediatamente conto che la donna ha ottenuto tutto quanto ha voluto ma facendo un’oculata cernita di diritti, doveri, responsabilità e buon senso. Si è scelta dal mazzo tutte le cose più comode. Lì dove non ci è riuscita ha trasformato nitidi concetti in nebbiose alternative. Come la violenza. Per la donna la violenza è quella subita dal proprio uomo, la violenza contro le donne in generale, la violenza sugli animali e poco altro. I mezzi d’informazione ci affollano la testa di casi “quotidiani” di violenza contro le donne, fino a farla sembrare una vera e propria ecatombe, un virus che colpisce indistintamente ogni maschio vivo, un morbo inarrestabile. I Tg ci raccontano storie e drammi che rasentano la pazzia ed a volte vi ci sguazzano proprio. I giornali inveiscono sull’uomo, lo dipingono come un mostro, un essere imprevedibile ed assetato di sangue femminile. Ci sono donne che se gli cade qualcosa a terra ed un uomo gentilmente si offre per raccoglierla, loro ne sono offese, guardinghe, sospettose e puzzone … “snob” … in altri termini!
Noi tutti sappiamo bene che non esiste una sola violenza. Si può “violare” qualcuno in mille modi. Io personalmente credo che l’essere più subdolo e violento (in certi casi ed in casi circoscritti) sia la donna.
Ho già accennato alla vigliaccheria femminile che si manifesta dopo la rottura di un legame ed intendo continuare su questo tema. Secondo la legge se un uomo è benestante e la sua ricchezza dona a sua moglie una vita agiata, comoda, lussuosa e sfarzosa, all’atto del divorzio si procederà per garantire alla ex moglie lo stesso tenore di vita che aveva prima della separazione. Perché questa stessa misura non viene applicata anche in caso contrario? Come mai quasi sempre, tranne in occasioni di evidente disagio della madre, i figli vengono affidati alle mamme? Per quale dannata ragione nel 99% dei casi chi ci “guadagna” in un divorzio è sempre la donna?
La violenza di una donna è un atto invisibile, non eclatante, non lascia cicatrici o lividi evidenti ma raggiunge il profondo dell’animo umano devastandolo e depredandolo! I figli vengono usati come armi per infliggere indicibili dolori. La genitorialità del padre è annientata, la sua figura è abbattuta e la sua immagine e reputazione viene infangata e distrutta! I padri separati sono una categoria dimenticata, nascosta, di cui si dice poco o nulla ma che con dignità continuano le loro vite, se così possiamo chiamarle, a stenti! Dopo una capillare ed attenta divulgazione di falsità, essi perdono amici, vengono trattati come “mostri”, perdono figli ed il diritto di crescerli e vengono depredati di ogni cosa. Ma di questa immane violenza … certo non ne parla nessuno. Forse perché si corre il rischio di mettere in cattiva luce sua maestà la donna! Sta di fatto che l’uomo e la donna utilizzano diversi tipi di violenza … ma una sonora sberla, seppur dolorosa, non può neppure essere paragonata alla violenza subdola e malvagia di una donna!
Dov’è il tanto preteso diritto alla parità in questo caso??? Chi è ad essere veramente discriminato?
Se si incappa in un errore contro una donna, lei si vendicherà IN ETERNO! Non sarà mai sazia di farvi del male. Vi esternerà tutto il suo disgusto facendo uso di ogni occasione o circostanza. Sguardi, gesti, freddezza glaciale, sarcasmo, pettegolezzo, lavaggio del cervello a tutti coloro che vi conoscono … compresi, loro malgrado, i figli! E non ha importanza quanto è grave la motivazione per cui il vostro rapporto si è rotto, lei non conosce il perdono, la pietà per la donna è un concetto astratto. E di tutto questo nessuno ne parla, i media non si pronunciano, nessuno si schiera e il popolo ignora questa bassezza morale tutta al femminile!
L’opinione pubblica, la società ed i media, forniscono alla donna innumerevoli scorciatoie e scuse per “giustificare” ogni cosa. Se la donna ammazza il proprio figlio essa può essere pazza, può aver avuto uno scatto d’ira difficile da controllare perché nel periodo delle mestruazioni o perché in menopausa o perché in depressione o depressione post partum e tante altre corbellerie. Se un uomo assesta un bel destro sulla faccia di colei che gli sta rovinando la vita egli è un violento … punto e basta! Un mostro!
Così l’uomo, l’ex, si trasforma in un essere privo di sentimenti, un obbiettivo su cui scagliare ogni nefandezza, un argomento di conversazione con amiche e parenti atto a demolire la reputazione del proprio ex, un paragone (in negativo è ovvio) da palesare ai figli con l’intento di snaturare un buon rapporto e per “sporcare” l’immagine di padre che fino a quel momento avevano!
Questo post, lo avrete capito, non fa ridere per niente, non riesco a trovare nulla di divertente in un simile scempio dei diritti fondamentali dell’uomo; vorrei però incoraggiare (per quel che vale) tutti coloro a cui è stata tolta la vita a tener duro e a lottare perché i propri sacrosanti diritti siano rispettati e non calpestati. Fate ricorso alle molteplici associazioni che danno supporto legale, giudiziario ed anche morale … senza alcuna vergogna. Non nascondete ciò che vi è accaduto, essere vittime non significa essere stupidi né malvagi. Non lasciatevi andare, non scoraggiatevi ed anche se l’aridità che la vostra ex moglie ha portato nelle vostre vite è sempre più opprimente, tirate fuori orgoglio, coraggio e forza. Fatelo per i vostri figli, dimostrando loro che le accuse delle loro mamme erano infondate e che voi, anche se avete qualche colpa, siete dei buoni padri e delle brave persone. Riappropriatevi della dignità che vi è stata sottratta ingiustamente, riacquistate credibilità verso voi stessi e gli altri, costruitevi un’ottima reputazione e quando la vostra strega di ex sentirà commenti positivi su di voi, quando vedrà che i vostri figli vi amano e che tutta la sua folle costruzione di bugie sta’ inesorabilmente crollando … sarà quello il più bel momento della vostra vita! Poi lasciatela macerare nell’alcool dove si rifugerà ed osservatela quando sarà emarginata da tutti perché tutti avranno capito di che pasta essa sia!!!
Vi auguro, cari ex mariti e padri, tutto il bene del mondo ed alla vostra ex gli auguro che tutti i soldi che vi frega mese dopo mese li spenda in medicine!!! (questa era bella!)