
Suonava quasi come un anatema l'articolo su un giornale di oggi a far d'apripista ad un tema di cui si parla, anzi direi "si ciarla", da diverso tempo.
Per quale dannata ragione le donne dovrebbero andare in pensione 5 anni prima dei loro colleghi uomini?
Se ben ricordo quando con stridule vocine, manine vibranti e cartelli zeppi di veemenza, le donne hanno mostrato i muscoli pretendendo la "parità" (soprattutto nel mondo del lavoro), facevano riferimento alla parità di trattamento, alla parità salariale dove indipendentemente da sesso, estrazione sociale etc. ad ugual lavoro andavano riconosciuti uguali diritti.
Ottenuto di gran lunga anche questo, non contente (quando mai ne vedi una contenta???), si sono ritagliate su misura diversi stratagemmi che hanno tanto il sapore di rivendicazioni ben retribuite.
Facciamo un passo indietro. Diversi anni fa' quando il titolare di una azienda doveva selezionare del personale e si trovava di fronte alla scelta se assumere un maschio o una femmina, optava quasi sempre per il primo. Perchè?
Perchè la resa di un uomo ed una donna sono assolutamente diverse.
Ed adesso non vi inviperite, lasciate scorrere i vostri occhietti ben trattati e lucidi di rabbia fino alla fine del post e capirete (?).
Un uomo quando va al lavoro lo fa dopo essersi svegliato da un buon sonno riposante, su lenzuola candide ed in una casa accogliente e ben tenuta. Lo fa dopo che qualcuno gli ha preparato una buona ed energica colazione e dopo che gli ha fatto trovare vestiti o divise fresche e pronte. Non deve preoccuparsi di nulla perchè sa bene che a farlo c'è sua moglie. Al suo ritorno avrà un buon pasto caldo, la doccia pronta e di nuovo abiti freschi. Sembra quasi che il suo unico impegno debba essere dare il massimo al lavoro per ottenere sempre più il necessario affinchè "tutti" gli aspetti della gestione della vita di coppia e familiare siano soddisfatti.
La donna per contro, dovrà innanzitutto provvedere alle cose sopra descritte (anche se elencate in piccolissima parte in confronto al reale lavoro necessario per mandare avanti una casa e la sua famiglia), e poi dovrà tirare fuori forza, concentrazione e determinazione per riuscire anche nel proprio lavoro.
Questa considerazione veniva fatta una volta, ed io trovo che era un nobile gesto da parte di un imprenditore rendersi effettivamente conto del reale apporto della donna in un casa/famiglia.
Sfido io che noi maschietti abbiamo sempre avuto le redini sul mondo del lavoro e primeggiavamo su tutto, avevamo tutto a disposizione e l'unica cosa che dovevamo fare era davvero occuparci del nostro impiego.
Ed io dico: che c'è di male???
Questa era una divisione equa dei ruoli. Le donne si lamentano in continuazione di non riuscire mai a trovare il tempo di fare tutte le varie faccende. Allora che lasciassero il lavoro, iniziando a vivere meno dispendiosamente accudendo figli e marito con amore.
Una volta le donne erano il vero pilastro della buona società. Ella era il cardine per il successo famigliare. Le donne educavano, osservavano, si improvvisavano dottoresse (e ci riuscivano sempre bene), insegnavano, disciplinavano (azione questa ormai vietata), sapevano amare ed essere amate, portavano valore, rispetto, decoro, stima e buona reputazione. Sapevano creare momenti indimenticabili con un sorriso, riuscivano a stemperare momenti dolorosi, davano dimostrazione di tenacia, forza e determinazione sconosciute spesso agli uomini. Erano attente, capivano i sentimenti dell'intera famiglia e si accorgevano dal tono di voce se c'era qualcosa che non andava e ne ponevano rimedio. Sono state donne psicologhe, madri coraggiose, degne compagne e fiere figure di garbo ed eleganza. Sapevano trattare, erano perspicaci, erano parsimoniose e geniali. Creavano ricette sublimi da freddi avanzi. Rammendavano abiti che oggi si buttano con troppa leggerezza etc.
Insomma l'elenco è davvero lungo e lo sò che qui lo descrivo solo in parte, ma il concetto è che questa donna s'è ormai persa. Non c'è più. Oggi la donna vuole primeggiare in ben altre sfere, vuole essere sempre al meglio e dare il meglio che, per carità ... non c'è nulla di male in questo. Ma chi si occuperà più di tutto quello che lei faceva prima?
Ed ecco qui che oggi sul pumann 4 ragazzi, nessuno si conosceva tra loro, viaggiavano occupando 8 posti, perchè le poltrone di fronte a loro erano occupate dai loro piedi, sporchi per altro vista la pioggia.
Che c'entra questo?
Beh a me è stato insegnato, a volte anche a suon di ceffoni, che non si mettono mai i piedi sulle poltrone o divani etc. Che ci si siede composti e tantissime altre "regole" che hanno fatto della mia generazione una compagine ben educata e rispettosa, potete starne certi.
Ricordo che da piccolo c'era un negozio che vendeva le automobiline, quelle in ferro con tanto di ammortizzatori, addirittura ne trovavi molte che riproducevano modelli allora in circolazione. Io ne andavo matto e ricordo che costavano 500lire. Fui promosso ed allora mia nonna mi accompagnò per sceglierne una. Premettendo che il dono era per festeggiare un bel traguardo della mia vita e non perchè avessi fatto qualcosa di speciale, essere promosso era solo il mio dovere!
Tornando a quel giorno, mi avvicinai alla vetrina ed i modellini erano tutti esposti lì su un espositore girevole, io estasiato mi appoggiai al vetro con le mani e mia nonna mi tirò su i pantaloni trattando i miei testicoli come una "veneziana"! Non ci volle molto a capire cosa avevo commesso, ma vi assicuro che non ne uscii ne' turbato, ne' traumatizzato.
Oggi invece, i figli sono senza una guida e vengono lasciati totalmente allo sbaraglio e gli orribili frutti sono quotidianamente sulle pagine della cronaca.
Tutto questo per dire che il ruolo della donna è indispensabile! Ma lei ha dismesso i panni di casalinga per mettere su' abiti da lavoro; e nessuno dice che non lavora come l'uomo, ma se ne' papà ne' mamma sono a casa .....!
Ed in virtù di questo, si anima con forza questa squallida giostrina che vede le donne contrapporsi alla quasi imposizione di Bruxelles secondo cui entro il 2012 anche le donne impiegate nel settore pubblico dovranno andare in pensione a 65 anni.
Non era la parità che hanno tanto chiesto?
A me sembra che questo concetto sia un tantinello travisato.
Parità salariale, buona cosa.
Parità di mansioni, si e no, perchè intanto i lavori pesanti (quelli da uomini) continuiamo pur sempre a farli noi.
Parità di trattamento, buona cosa.
Parità pensionistica, cattiva cosa.
Non si possono valutare le cose in modo così discrepante. Le donne hanno chiesto la parità ed allora diamole ciò che chiede!!! Ma facciamolo con esattezza. In che senso?
Stessi stipendi, stesso trattamento sindacale, stessi doveri, stessi diritti, stessissimi orari senza riserve, stessa età pensionabile e stessa pensione.
E' come quando si è al supermercato. A me è capitato che una signora con presunzione mi passa avanti alla cassa. Io gli ho fatto notare che non era un bel gesto e che avrebbe dovuto rispettare la fila come tutti. Lei zitta ha indietreggiato ed in un momento in cui pensava che io non senstissi, con la sua vicina di fila disse a mezza bocca: "non ci sono più i cavalieri di una volta!"
Non vi dico neppure cosa le ho risposto, creando un vero spettacolo comico azzerando la presunzione mascherata da femminismo di quella donna.
Insomma una volta era galanteria se avvicinandosi al tavolo di un ristorante l'uomo agevolava il sedersi della donna scostando la sedia. Oggi io dico: HAI DUE BRACCIA E DUE MANI, SE VUOI SEDERTI FAI DA SOLA ALTRIMENTI RIMANI IN PIEDI RUMINANDO COME "FURIA CAVALLO DEL WEST"!
Questa si che è parità.