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martedì 12 ottobre 2010

"Tra il dire ed il fare ..."


Carissimi lettori, scorrendo le pagine virtuali di alcuni siti web, la mia attenzione è stata catalizzata da alcuni titoli: "Sesso in cambio di favori: come cambia il senso del pudore"; "Bellina, per fare carriera venditi. Che male c'è?" (da Libero news-donna).
Gli articoli in questione sono i postumi di due dichiarazioni "scottanti" fatte rispettivamente da: Stracquadanio (parlamentare del PDL) e da Angela Napoli (parlamentare del FLI). Il primo sostiene che (in poche parole e forse è meglio così) sia "normale che si usi l'avvenenza fisica per i propri scopi!" La seconda denuncia la possibile tendenza a concedere favori sessuali in cambio di carriera e posizione nell'ambito, non solo del Parlamento, ma in qualsiasi contesto lavorativo.
Ho letto molti commenti e non mi è sembrato proprio che la donna moderna abbia fatto passi da gigante verso la conquista del rispetto per se stessa.
La frase più gettonata è: "che c'è di male?"
Alcune, senza nessuna vergogna, sostengono che per essere assunte bisogna "presentarsi" con ciò che si ha. Non importa se si possiede preparazione, predisposizione al lavoro, esperienza, qualifiche, studi o ... "disponibilità" ... e non intendo al tempo pieno!
Che ci fossero queste realtà lo si sapeva dagli albori della creazione e dell'umanità. Dalila ottenne ciò che voleva attraverso il suo "fiaccare" sessuale verso Sansone.
Come lo stesso articolo fa notare, anche in natura si manifestano simili atteggiamenti. Molti animali scambiano il sesso per cibo, protezione ed altro.
Sono stati fatti degli studi al riguardo e salta all'occhio e lascia basiti apprendere che ben il 64% delle donne, dietro certe richieste, ha accettato e non se ne attribuisce alcuna colpa! L'altro 36%, che ha fatto? Sarebbe interessante studiare proprio quest'ultima percentuale!
Siamo ininterrottamente subissati da messaggi intrisi di perbenismo, di donne forti della loro integrità, di superdonne che schiacciano la figura del maschio identificandola come assoluto ed indiscusso cercatore di caldi momenti, ma i dati e forse la realtà, suggeriscono che tutta questa integrità tanto sbandierata lascia velocemente il posto a piccole cadute di stile che però producono ottimi risultati!
Ero responsabile di un plesso lavorativo fuori dalla mia città. La mia azienda in quel luogo aveva due attività. Tra le "tante", troppe dipendenti, ce ne era una in particolare che a causa del suo marcato disinteresse al lavoro, alla sua maleducazione ed al fatto che non sapeva neppure lontanamente il significato di puntualità, io sopportavo a malapena. Ma era "maledettamente" bella. Questa sua "particolarità" l'ha tirata sempre fuori dai guai con i capi dell'azienda a cui io cercavo aiuto per apportare modifiche comportamentali che non si sposavano con lo spirito aziendale. Come dire, una volta fuori dall'ufficio, anzichè uscirne mesta e riflessiva, si dava una spazzolata ai capelli ed a me veniva "suggerito" di avere pazienza.
L'antipatia tra noi due era tangibile!
Ed un giorno mi disse che gli ero odioso a causa del mio manifestato menefreghismo verso la sua innegabile bellezza. Non ci stava che ci fosse qualcuno integro ed immune alle sue sconce attitudini.
Ma arrivò anche il mio momento.
Proprio a causa del suo comportamento, alla lunga, venne emarginata dal gruppo delle dipendenti creando una spaccatura non indifferente nel proseguo dei lavori. Non c'era più cameratismo ne' "spogliatoio".
Mi chiese un appuntamento per parlare con lei in ufficio. Io e lei da soli. Mi chiese il trasferimento immediato. Io non glielo concesi e da quel momento cercò di convincermi in così tanti modi ... profumi, inviti a cena, boxer firmati ed altro, tutto puntualmente rispedito al mittente senza troppe spiegazioni.
Da lì "ella" passò all'odio ed alla guerra feroce. Cercò di farmi terra bruciata intorno con pettegolezzi e malelingue. Ma la mia ottima reputazione tenne testa a tanto marasma.
Alla fine si rassegnò e cercò un'altro lavoro più "adatto a lei"!
Lei era una su ben sedici donne. Tutte oneste lavoratrici e brave madri e mogli.
E' questo il messaggio che deve trapelare!
Invece oggi un'orda di volgari donnine inneggia al "ma che c'è di male", anzichè boicottare il sesso come merce, anzichè lottare per riappropriarsi di valori troppo spesso negati, anzichè ghettizzare chi non si guadagna una posizione per merito ma per misure molto ben mostrate ... leggiamo e vediamo un insensato "far spalluccie" innanzi al degrado avanzato della figura della donna di oggi.
Gli uomini sono dei porci, questo è ineluttabile, ma è pur vero che la porcheria è alimentata a sproposito e poi, l'errore di uno non giustifica mai l'errore dell'altra!
La bellezza è un'arma potentissima che la donna sa' di avere ed è innegabile che ne conosce ogni potere e caratteristica. Alla prima possibilità la usa con maestria. Ho fatto centinaia di colloqui e vi assicuro che l'uomo al massimo si fa la barba, la donna invece sfodera ogni centimetro per catturare l'attenzione necessaria, specie se le proprie qualifiche sono scadenti o addirittura inadeguate ... tanto, basta mostrare il davanzale ed i gerani, ed "il posto è tuo ... wow!!!".
Ripeto: l'uomo è misero e debole, ma la donna ne approfitta a piene mani!
A presto!